Comunicati stampa

Un traguardo importante per il nuovo inizio: definito l’importo del rimborso, tutto è pronto per il pagamento

Sotto la guida dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) e in collaborazione con la Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) è stato stabilito l’importo del rimborso dovuto alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni. Secondo tali disposizioni, AutoPostale effettuerà rimborsi per 188,1 milioni di franchi relativamente agli anni compresi tra il 2007 e il 2018. La Posta onorerà quindi la propria promessa di arrivare al rimborso in modo semplice e senza complicazioni. AutoPostale intende inoltre effettuare una restituzione volontaria del valore di 17,2 milioni di franchi per i periodi antecedenti al 2007. Per la Posta si tratta di un passo importante nell’opera di ricostruzione dei fatti e un requisito fondamentale per il nuovo inizio.

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Il rapporto di revisione dell’UFT e il rapporto di indagine di Kellerhals Carrard (KC) hanno fatto luce sull’entità degli illeciti presso AutoPostale. Fin dall’inizio di questa vicenda, il Consiglio di amministrazione de La Posta Svizzera SA aveva espresso la ferma intenzione di restituire ai soggetti danneggiati ogni singolo franco dovuto. «È nostra intenzione porre rimedio al danno causato e corrispondere i rimborsi nel modo più rapido possibile e senza formalità burocratiche», afferma il presidente del Consiglio di amministrazione Urs Schwaller nell’accogliere con grande soddisfazione il raggiungimento di una soluzione. UFT e CTP hanno ricostruito i fatti in collaborazione con AutoPostale e hanno stabilito che la cifra complessiva da rimborsare a Confederazione, Cantoni e Comuni ammonta a 188,1 milioni di franchi. Per il rimborso è stato stipulato un accordo quadro che prevede convenzioni con ogni singolo Cantone. Ogni Cantone dovrà a sua volta approvare le singole convenzioni. AutoPostale ha già approntato il denaro necessario per il pagamento.

L’importo complessivo è composto da diverse voci (cfr. anche il grafico sotto). Per il periodo compreso tra il 2007 e il 2015, AutoPostale rimborserà una somma pari a 90,5 milioni di franchi. Come già annunciato a giugno, relativamente allo stesso periodo sono da aggiungere i rimborsi per i trasferimenti contabili illeciti nel trasporto locale e su mandato, per una cifra complessiva di 16,6 milioni di franchi, e i relativi interessi pari a 26,8 milioni di franchi, secondo quanto previsto dalla Legge sui sussidi.

Negli anni tra il 2016 e il 2018 la struttura societaria in forma di holding (IMPRESA), introdotta il 1o gennaio 2016, ha illecitamente ottenuto sussidi per un importo complessivo pari a 54,3 milioni di franchi mediante prezzi di trasferimento gonfiati. Anch’essi saranno totalmente restituiti alla Confederazione e ai Cantoni. L’importo delle indennità indebitamente percepite dimostra che anche nella nuova struttura veniva sistematicamente raggiunto un utile eccessivo mediante la pratica dei prezzi di trasferimento gonfiati. Pertanto, in seguito ai risultati dell’inchiesta, il Consiglio di amministrazione ha deciso lo smantellamento di IMPRESA. Per l’anno in corso, il Consiglio di amministrazione ha rinunciato alle disposizioni sugli obiettivi EBIT già nel mese di febbraio. Gli utili attesi dagli contratti in corso nel 2018 saranno rimborsati dalla Posta secondo le disposizioni dell’UFT.

UFT e CTP hanno pubblicato in data odierna una scheda informativa in cui sono riportate tutte le cifre nel dettaglio.*

AutoPostale corrisponderà un rimborso volontario ulteriore per il periodo antecedente al 2007

Il rapporto d’indagine redatto da Kellerhals Carrard ha mostrato che i trasferimenti illeciti dovevano essere avvenuti già prima del 2007. Oltre ai 188,1 milioni di franchi, AutoPostale verserà volontariamente ai committenti ulteriori 17,2 milioni di franchi a titolo di rimborso dei sussidi indebitamente percepiti prima del 2007, negli anni dal 2004 al 2006. Una ricostruzione esaustiva dei fatti prima del 2004 non è più possibile.

Da un punto di vista legale, tale credito sarebbe ormai prescritto e pertanto giuridicamente non dovuto. La direzione della Posta ha tuttavia deciso di rimborsare anche questi fondi. «Dopo tutto quello che è successo non vogliamo insistere sulla prescrizione, ma intendiamo rispondere dei danni assumendoci la piena responsabilità», ha commentato Urs Schwaller motivando la decisione. «Rimborsare l’intera somma è parte della promessa e requisito fondamentale per il nuovo inizio», prosegue Schwaller. La restituzione delle somme avrà luogo una volta stipulati gli accordi con i Cantoni.

Raggiunto un traguardo importante, ma i lavori di ricostruzione non si fermano qui

«Con la soluzione per i rimborsi abbiamo raggiunto un traguardo importante. Ringrazio tutte le persone che si sono impegnate per una ricostruzione dei fatti trasparente e costruttiva. Tuttavia, questo passo non deve farci dimenticare che abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi. Questa opera di ricostruzione dei fatti è un atto dovuto nei confronti di tutti i nostri collaboratori, i nostri clienti, il mondo politico e l’opinione pubblica», afferma Urs Schwaller.

La Posta continuerà inoltre a dedicarsi con immutato impegno all’attuazione delle ulteriori misure decise a giugno 2018.

Derivazione degli importi dei rimborsi a Confederazione, Cantoni e Comuni

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